Descrizione
Sotto questi alberi, tra il 1585 e il 1595, qualcuno batteva moneta falsa.
Una zecca clandestina, mobile, capace di sparire tra i boschi prima che arrivassero le guardie. Contraffaceva il sesino, moneta da pochi bagattini, e lo faceva così bene che alla fine Venezia dovette ritirarla dalla circolazione: nessuno riusciva più a distinguere i pezzi buoni dai falsi.
I resti di quell’officina sono stati riportati alla luce di recente, proprio qui, nei boschi di Cesuna.
È da qui che partiamo. Da una storia vera per raccontarne molte altre.
Perché l’Altopiano che conoscete, quello lento, tranquillo, dai ritmi antichi, nel Cinquecento era un’altra cosa. Una terra di confine, isolata, con un piede dentro la Serenissima e uno fuori. E con tutto quello che il confine si porta dietro: briganti giustiziati a Roana nel 1532, intere famiglie che esportavano grano di frodo verso l’Austria, falsari, e perfino qualche prete che invece di confessare rapiva le figlie della gente. Due volte, allo stesso padre.
Questa è la storia che di solito non vi racconta nessuno. Non quella dei poeti e dei condottieri, ma quella più scomoda, fatta di miseria, furbizia e sopravvivenza.
Quattro ore di cammino facile, adatte a tutta la famiglia, in cui il bosco diventa il set di una serie che nessuno ha ancora girato.
A guidarvi tra le tracce e i racconti, Enrico Caciolo, “il Fauno”.
L’esperienza in breve
- Ritrovo: ore 9.00 — Palaciclamino di Cesuna
- Esperienza: escursione, storie e raccontati criminali
- Durata 4.00 h ore (circa)
- Difficoltà: facile, adatta a tutta la famiglia
- Guida- narratore: Enrico Caciolo – il Fauno
Note: Attrezzatura necessaria: calzature adatte e vestiti adeguati alla stagione.

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